10 parole
tranquillo nata zebra zappa casaccio marmotta torna pannocchia foto storia
auguri mi sa che è dura
Lo doveva trovare,
al solo pensiero di averlo perso
le appariva l'immagine sinistra della morte.
Decise di uscire a cercarlo quella notte,
si fece bella, si mise il vestito fucsia
con la spaccatura lunga sulla schiena
che lasciava vedere la cuneetta tra le natiche,
quello da Jessica Rabbit.
Entrò nel localino sul mare dove era stata con lui l'ultima volta,
l'aveva lasciato sulla sabbia come una cosa inutile.
C'era musica e gente,
lei al principio seguì la precaria traccia dell'odore di lui,
ma poi un uomo le offrì un cocktail con l'ombrellino,
le chiese un ballo, lei si scordò di quello che era venuta a fare,
forse quella notte fece del sesso con l'uomo del cocktail.
Si svegliò, mangiò della frutta,
poi la colpì la consapevolezza
di non avere un cuore,
lo doveva trovare,
al solo pensiero di averlo perso...
al solo pensiero di averlo perso...
Io … no.
,,, che lascia il racconto in commento .... E che pubblico a SUA firma!
Sto facendo un brindisi, perchè anche quest'anno supererò la fatidica prova dell'organizzazione delle vacanze in moto. E, non mi interessa solo per la vacanza in sè solo che... se risco, in premio Luca mi farà ballare un tango... e che ballerino che è! e che fisico! ragazze...
A dirla tutta qualche idea l'ho rubata alla rivista Tuttomoto, ma tant'è, per un tango con Luca ruberei anche la moto!
E già mi immagino seduta sotto ad una palma, sbirciando gli yacht con il binocolo, sorseggiando un negroni: l'isola, il mare, Luca e....
DDDDDDRRRRRIIIINNNNNNN!!!
dove sono? uh? nel mio letto? maledetta sveglia! uh? già le sette?
Non so com'è.. stamattina mi sento con una voglia di mare addosso... bisognerà che cominci ad organizzare le vacanze...
Di nuovo a Brindisi. Dovevano essere una prova, queste vacanze.
Io che abbraccio la tua passione per la moto, tu, la mia per il tango.
Artista di rivista. Dal loggione, mi sarebbe servito un binocolo, tant'ero lontana. Ma sapevo.
E poi ... due negroni, gambe molli e "sì, prendiamolo quel traghetto, e via per la Grecia, un'isola qualsiasi, e tutto il suo mare"
brindisi - prova - vacanze - moto - tango - rivista - binocolo - negroni - isola - mare
Chi comincia?
Posto da parte di ele che ha difficoltà con il blog:
Giornata fredda.
Sul terreno scurito dall'inverno, un esile albero ondeggia sotto le raffiche del vento, mentre la pioggia frusta le foglie sottili come matite temperate di fresco.
Un sottofondo di jazz, e io che svuoto la borsa alla ricerca di un ombretto più caldo. In mezzo ad una campagna sconosciuta, attendendo il carroattrezzi.
Dannato carburatore: "è pulito, non si preoccupi! Vada, vada!".
Un clacson.
Mi giro.
E' arrivato il soccorso ...
E sta spuntando il sole.
****************
Ricominciamo???
Era stata una giornata come le altre, tediosa e sterile. Il terreno era così arido come se stessero per formarsi delle crepe improvvise.
In fondo a quella strada desertica si vedeva solo quello che una volta era un albero.
La pioggia era un semplice miraggio.
Con quell'afa non si respirava più. Penny Peppermill era sola, in ginocchio, sopra un pezzetto di cartone... l'unica cosa che era riuscita a trovare.
Nella sua angoscia riusciva a pensare solo alle sue matite temperate ormai perdute chissà dove.
Era così violento quell'assordante silenzio. Ormai non lo faceva che ascoltare da troppo tempo.
La sua immaginazione, volava molto lontano, forse troppo, come le veniva sempre criticato da sua madre.
E' come se avesse sentito il risuonare leggero e lontanissimo di note di jazz, quello stesso suono che sentiva provenire dalla finestra in alto, davanti alla palazzina dove abitava.
Non sapeva perchè, il jazz le faceva ricordare il colore marrone dell'ombretto di sua madre.
E pensare alla madre che si preparava davanti al suo specchio le faceva risuonare nelle orecchie il rumore del carburatore sporco della vecchia carretta del padre.
Quante volte aveva aspettato sui gradini della vecchia palazzina, sotto i fiocchi di neve, intorpidita dal freddo quel vecchio motore accendersi...
Anche se era "la carretta più incasinata del mondo", come la chiamava suo padre, ogni volta che ci montava era tutto così pulito...
Aveva viaggiato ancora troppo con la fantasia.
E il sole ancora batteva sul suo volto troppo stanco...
come foglia d'autunno.
A Crema, su un tetto
svolazzava piano dal balcone soprastante,
come foglio sospinto dal vento.
Fuggì dallo stenditoio
a cui mancava una stringa.